Puntata 217

Durante la prima parte della puntata inaugurale della stagione 2018/2019 di Radio Dublino, Valentina intervista Emma Brennan, artista del Dublin Fringe Festival. Si parla di performance artistica, ambiente culturale a Dublino ed alcuni degli show più interessanti del Festival.

Durante la seconda parte della puntata, Valentina intervista Emma Loughney, produttrice di TedX Fulbright 2018. Emma racconta dei vari speaker intervenuti durante l’evento al Tivoli Theatre e della Scholarship Fulbright.

La serata si conclude parlando degli eventi in programma all’Istituto Italiano di Cultura di Dublino (Italian Contemporary Illustration – Mostra Annual 2018 by AI Autori di Immagini e Recital alla Sant’Ann Church: https://iicdublino.esteri.it/iic_dublino/it/gli_eventi/calendario/2018/09/lunchtime-recital-at-st-ann-s-church.html).

Playlist:

  • Thin Lizzy – Dancing in the moonlight
  • Cosmo – Quando ho incontrato te
  • Lucio Battisti – Il veliero
  • Arctic Monkeys – Fluorescent Adolescent

Visita del Papa in Irlanda

Papa in Irlanda

La visita di Papa Francesco in Irlanda, avvenuta sabato e domenica, ha mostrato soprattutto una cosa: che l’Irlanda è profondamente cambiata e non è più il bastione della fede cattolica che è stata per secoli. La partecipazione dei fedeli alle apparizioni pubbliche del Papa e soprattutto alla messa celebrata domenica nel Phoenix Park di Dublino sono state ben al di sotto delle aspettative; lo stesso vale per il clima generale, che non è stato particolarmente caloroso e accogliente ma pieno di freddezza e con anche qualche manifestazione di protesta.

La protesta più partecipata è stata organizzata domenica dall’associazione Stand for Truth, in contemporanea con la messa, nel Garden of Remembrance: c’erano 10mila persone, unite soprattutto dall’indignazione per gli abusi sessuali commessi dalla Chiesa cattolica in Irlanda. I fedeli che in quello stesso momento erano radunati ad ascoltare il Papa erano 130 mila, ma gli organizzatori ne aspettavano 500 mila. Sono numeri significativamente inferiori rispetto a quelli dell’ultima visita di un Papa in Irlanda, quella di Giovanni Paolo II nel 1979: alla sua messa domenicale partecipò più di un milione di persone.

Un allontanamento così radicale non è dovuto a un’antipatia nei confronti del nuovo Papa e non si spiega solo con la crisi che sta attraversando la Chiesa in Irlanda dopo la pubblicazione, nel 2009, del rapporto della Commissione d’inchiesta sugli abusi su minori, che denunciava più di 2.500 casi avvenuti negli istituti religiosi tra il 1940 e il 1980, fino a quel momento insabbiati. È soprattutto indice della laicizzazione del paese negli ultimi 40 anni.

Nel 1979 il 90 per cento degli irlandesi si dichiarava cattolico, l’omosessualità e il divorzio erano illegali, il movimento femminista esisteva ma era una piccola minoranza e le lotte per i diritti delle donne non erano all’ordine del giorno; le persone che soffrivano per colpa della Chiesa, soffrivano in silenzio. Ora chi va a messa è il 35 per cento della popolazione; nel 1995 un referendum ha legalizzato il divorzio; nel 2015 sono stati approvati i matrimoni tra persone dello stesso sesso (che un segretario di stato del Vaticano commentò così) e il Taoiseach Leo Varadkar, cioè il primo ministro, è apertamente gay, oltre che di origini indiane e il più giovane della storia del paese. A maggio 2018 il 66 per cento degli irlandesi ha votato a favore del referendum per rimuovere il divieto di aborto dalla Costituzione.

Papa Francesco ha cercato di arginare questo allontanamento tenendo subito un discorso di rara condanna nei confronti dell’operato della Chiesa e chiedendo apertamente scusa per gli abusi sessuali commessi dal clero:

«Il fallimento delle autorità ecclesiastiche – vescovi, superiori religiosi, sacerdoti e altri – nell’affrontare adeguatamente questi crimini ripugnanti ha giustamente suscitato indignazione e rimane causa di sofferenza e di vergogna per la comunità cattolica. Io stesso condivido questi sentimenti».

Poi il Papa ha incontrato otto persone che avevano subito abusi sessuali.

Di fatto il Papa ha passato la maggior parte dei suoi due giorni in Irlanda a chiedere scusa per gli errori della Chiesa. Dopo averlo incontrato, il presidente irlandese Michael Higgins ha detto di avergli parlato di «come una repubblica è tale perché garantisce gli stessi diritti a tutti, di come gli atti di esclusione, compresi quelli fondati sul genere e l’orientamento sessuale, abbiano causato e tuttora causino grande sofferenza». Il primo ministro Varadkar ha tenuto un discorso in sua presenza in cui ha parlato dei «crimini brutali perpetrati da gente della Chiesa cattolica e poi insabbiati per proteggere le istituzioni ai danni di vittime innocenti». E ricordato che «i matrimoni non sempre funzionano, le donne dovrebbero poter fare le loro scelte, e non c’è un’unica idea di famiglia».

Il momento più intenso è stato quando lo stesso Papa ha chiesto ufficialmente scusa, durante la messa di domenica: «Chiediamo perdono per gli abusi in Irlanda, abusi di potere e coscienza, abusi sessuali da parte di qualificati membri della Chiesa. Chiediamo perdono per quei membri della gerarchia che non si sono fatti carico di queste situazioni dolorose e sono rimasti in silenzio». In quello stesso giorno l’arcivescovo italiano Carlo Maria Viganò – dal 2011 al 2016 rappresentante diplomatico della Santa Sede negli Stati Uniti – ha chiesto le sue dimissioni accusandolo di essere stato a conoscenza per anni degli abusi sessuali commessi da un cardinale statunitense e di non avere fatto nulla per fermarlo.

Durante la messa il Papa ha anche chiesto scusa per il comportamento della Chiesa verso le madri single non sposate, e in particolare per le donne che, una volta partorito, vennero separate dai loro figli che restavano in orfanotrofi o venivano dati in adozione. A Tuam, nella contea di Galway, circa mille persone si sono radunate per ricordare in silenzio i “bambini di Tuam“, una delle dieci istituzioni gestite dal clero cattolico in cui vennero mandate circa 35 mila donne non sposate e dove morirono, tra il 1925 e il 1961, quasi 800 bambini.

Bambini di Tuam

Una manifestazione a Tuam, dove vennero ritrovati i resti di 796 bambini di età compresa tra 35 settimane e tre anni, nati o ospitati nella clinica vicina gestita da suore cattoliche, dove venivano ricoverate le donne incinte non sposate. La foto è del 26 agosto 2018
(Charles McQuillan/Getty Images)

Puntata 216

Puntata 216: Giuseppe in regia per l’ultima puntata della stagione prima della pausa estiva.
Accanto a lui Alessandra amica della squadra di Radio Dublino.

Ospite in studio Jasmina Polic: mezzosoprano che canta a cappella live nel corso della puntata la bellissima aria ‘Caro mio ben’.

Tema della puntata: la perdita, di cose, persone, ricordi, opportunita’ e come reagiamo.

Ritorna la rubrica ‘Chi ha paura degli ossi di seppia’con una poesia di Patrizia Cavalli ed una di Giuseppe per discutere del tema della puntata.

Playlist:

  • Nada – Miccia prende fuoco
  • Lucia Dalla – Anna e Marco
  • Point Break – Chuck Norris
  • Radiodervish – L’immagine di te
  • Canzoniere Grecanico Salentino – Bella ci Dormi
  • Florence and the Machine – Grace

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Radio Dublino torna a Settembre

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Podcast:

Puntata 215

Nella prima parte della puntata numero 215 Sebastiano ai bottoni annuncia la sua dipartita e ci racconta un po’ della sua storia in radio, portando uno speciale saluto da Sautu Fau, direttore di RTL Radio Freccia e ci racconta del suo nuovo progetto Nowhere Music.
Successivamente anche Onofrio durante il riassunto di tutti i temi trattati dalla sua rubrica ci saluta per entrare in altri progetti musicali che lo vedranno sicuramente coinvolto come ospite su Radio Dublino.

Nella Seconda abbiamo intervistato Nicola Brami (MAI) che ci racconta della sua vita a Dublino del suo amore per il punk rock e la sua prima band e del nuovo singolo come rapper solista “Cara città che non sei la mia”, successivamente coinvolgiamo (in qualche modo) anche Federica che l’ha aiutato nella produzione del video, per poi concludere con i saluti e gli eventi.

Playlist:

  • Caparezza – Kevin Spacey
  • Uochi Toki – il nonno, il bisnonno
  • Rockets – Galactica
  • Let Me In – Higher (The Day Tony Sly Died)
  • MAI – Cara città che non sei la mia
  • Frankie Hi NRG – Quelli che Benpensano

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Radio Dublino torna Mercoledì 25 luglio.
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Podcast:

https://dublin.ie/whats-on/listings/dublin-quays-festival
https://festivalofcuriosity.ie

Puntata 214

In questa puntata 214, con Piero e Stefano in studio, abbiamo lanciato un sondaggio telefonico per sapere dai nostri ascoltatori i pronostici della finale di coppa del mondo di domenica 15 Luglio tra Francia e Croazia.

Non potevamo non parlare della seconda edizione dell’Italian Fusion Festival per ringraziare tutto il pubblico e anche le strepitose band che hanno partecipato!

Due chiacchiere su Harry e Meghan in Irlanda e il “sole” e il caldo come non si registravano in Irlanda da tantissimo tempo, e anche dei problemi che questa straordinaria siccità’ ha provocato.

Abbiamo parlato dei bambini intrappolati nelle grotte in Thailandia, vicenda fortunatamente a lieto fine.

Nel corso della puntata “football please” la rubrica di Stefano sul calcio per parlare dei mondiali e anche del calcio a Dublino.

Playlist:

  • Headtrip Acoustic Project – Heart of Steel
  • A horse with no name – America
  • Pitura Freska – Pin floi
  • il muro del canto – La vita e’ una
  • Mercanti di Liquori – La benedizione di Fra’ Bastiano
  • Diaframma – Caldo
  • Roger Waters – The last refugee

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Radio Dublino torna Mercoledì 18 luglio.
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