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Abortion Rights Campaign

Abort Campaign Ireland
James Connolly, 06/04/2017, Lorena al Repeal the 8th campaign

James Connolly, 06/04/2017, Lorena al Repeal the 8th campaign

Radio Dublino aderisce alla Abortion Rights Campaign, la campagna per un aborto libero, legale, sicuro in Irlanda, iniziando con il repeal dell ottavo emendamento della Costituzione Irlandese.

L’Irlanda è uno dei pochi Stati europei che ancora non ha legalizzato l’aborto. È vero, questo è possibile solo e soltanto se c’è un pericolo per la vita della mamma, ma  ormai si tratta di casi rari o praticamente inesistenti. Del resto, è la Costituzione stessa a proteggere il nascituro, Ecco perché da anni un duplice fronte, interno ed esterno, si batte per introdurre l’aborto nel Paese.  Adesso le pressioni sono tante che a quanto pare si ha l’intenzione di indire un nuovo referendum per l’anno prossimo. Nelle scorse settimane il governo ha incaricato un’assemblea cittadina di valutare l’opportunità di una nuova consultazione elettorale sul tema dell’aborto e dunque pure sulla riforma costituzionale. E la risposta è stata positiva.

L’Irlanda aveva deciso di abolire l’interruzione di gravidanza nel 1983 con un referendum costituzionale che aveva introdotto il cosiddetto “ottavo emendamento”, che equiparava il “diritto alla vita del nascituro” al “diritto alla vita della madre”. Nel 1992 la Corte Suprema aveva stabilito un’unica eccezione: che l’interruzione potesse essere praticata nei casi in cui fosse «reale e sostanziale» il rischio per la vita della partoriente. Nonostante quella sentenza, fu introdotto solamente un emendamento alla Costituzione che permetteva alle donne di andare all’estero per abortire, ma non ebbe nessuna conseguenza pratica: in quegli anni la decisione se praticare o meno l’interruzione di gravidanza era sempre rimasta a discrezione dei medici, i quali sia per convinzioni religiose che per paura di conseguenze personali – a causa dell’incertezza legislativa – si erano rifiutati di eseguirla. Per queste ragioni nel 2010 l’Irlanda venne condannata da una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che chiese al paese di modificare la Costituzione in modo da garantire la protezione della salute della donna.

Nel 2013 il Parlamento ha approvato una legge che consente l’aborto nel caso in cui la gravidanza metta a rischio la vita della donna: tra i motivi di rischio era prevista anche la minaccia di suicidio e quindi il disagio psichico. Il provvedimento era stato chiamato “Protection of Life During Pregnancy Bill”, norme per la protezione della vita in gravidanza, e era arrivato dopo il caso di Savita Halappanavar, una dentista di 31 anni di origini indiane morta qualche mese prima all’Ospedale universitario di Galway per un’infezione al sangue, dopo che aveva chiesto di interrompere la gravidanza alla diciassettesima settimana. Halappanavar era stata ricoverata per un forte mal di schiena. I dottori avevano scoperto che stava per abortire spontaneamente, ma si erano rifiutati di rimuovere il feto perché il suo cuore continuava a battere.

Il “Protection of Life During Pregnancy Bill” è stato considerato molto importante per un paese in cui la religione cattolica è molto influente e radicata e in cui il divieto di abortire è addirittura scritto nella Costituzione. Ma la legge aveva trovato da subito forti opposizioni sia da parte di chi è genericamente contrario all’aborto, sia da parte di chi lo considera un diritto. La legge – tuttora in vigore – ha infatti un’applicazione molto limitata: non prevede per esempio la possibilità di interrompere la gravidanza in caso di stupro, di incesto o di anomalie del feto. La legge include tra i rischi che consentono il ricorso all’interruzione volontaria la minaccia di suicidio della donna, e quindi il disagio psichico; in quest’ultimo caso, però, l’iter per ottenere l’autorizzazione è molto difficile e prevede che la donna venga sottoposta, alla fine, a ben sette giudizi (tutto questo sempre mentre dice di volersi suicidare, e magari ci prova anche). La procedura era stata criticata dalle femministe e giudicata «scandalosa e paternalistica» anche da Johanna Westeson, direttrice regionale per l’Europa presso il “Center for Reproductive Rights” che aveva parlato di «una violazione assoluta delle norme internazionali sui diritti umani e sul diritto delle donne alla salute e alla dignità».

Visto questo divieto quasi totale, per le donne irlandesi che scelgono di abortire è comune recarsi in paesi come il Regno Unito o i Paesi Bassi. Secondo i dati del Servizio Sanitario Nazionale britannico, oltre 3.400 donne irlandesi hanno abortito negli ospedali britannici nel 2015. Lo scorso anno una commissione delle Nazioni Unite ha stabilito che l’Irlanda aveva violato i diritti di una donna costringendola a recarsi all’estero per interrompere una gravidanza, nonostante le fossero stati diagnosticati gravi difetti congeniti al feto. Un altro caso recente, che era stato raccontato dai giornali internazionali, aveva a che fare con una giovane donna di 18 anni rimasta incinta a seguito di uno stupro e che era stata spinta (contro la sua volontà) a far nascere il bambino con un taglio cesareo a 25 settimane di gravidanza.

L’ottavo emendamento è stato oggetto di molte battaglie legali e politiche, anche nel corso degli ultimi anni. Conor O’Mahony, docente di legge presso l’University College Cork intervistato dal New York Times, ha spiegato che l’ottavo emendamento non funziona come mezzo di regolamentazione dell’interruzione di gravidanza, sia che lo si consideri da una prospettiva anti-abortista sia che lo si guardi da quella dell’aborto come diritto: «La prova è che nessuna delle due parti è mai stata soddisfatta di come tale emendamento è stato interpretato ed applicato nel corso degli anni». O’Mahony ha anche detto che l’opinione pubblica si sta gradualmente spostando a favore della legalizzazione dell’aborto, in particolare nei casi di gravi anomalie fetali o nei casi di gravidanza conseguenza di stupro. Le sue dichiarazioni sono confermate dai sondaggi condotti su questo tema negli ultimi dieci anni: la tendenza è quella di un costante aumento del supporto per un maggiore accesso all’aborto in Irlanda (dove per esempio nel maggio del 2015 sono stati legalizzati i matrimoni gay, nonostante l’opposizione della Chiesa). L’ultima ricerca – condotta dell’ottobre del 2016, quando cioè è stata istituita l’Assemblea dei cittadini da parte del parlamento – dice che il 74 per cento degli intervistati sostiene l’abrogazione (in tutti i casi il 19 per cento, limitata ad alcuni casi il 55 per cento) dell’ottavo emendamento.

Lorena per conto di Radio Dublino sta partecipando alle attività di sensibilizzazione sul tema dell’aborto e sulle pressioni sul governo per legalizzare l’accesso all’interruzione di gravidanza volontaria e ci ha aggiornato negli ultimi mesi sulle recenti azioni di sensibilizzazione al tema portate avanti dal action group e ci ha invitati a partecipare al prossimo Reproductive Justice Walking Tour.

Puntata 111

John Willmott Woodland Bard Claire Roche

Come ogni quarto Mercoledi del mese torna Maurizio con le sue inchieste. In questa puntata si parla  di foreste, alberi, musica celtica e mitologia. Ospiti: John Willmott, aka Woodland Bard, che da quasi 60 anni esplora, racconta e recita i miti e le storie di fate e foreste irlandesi che ci ha letto almeni estratti dal suo libro Bathing In The Fae’s Breath (info: www.woodlandbard.net).

Claire Roche, cantante e arpista ha suonato e cantato dal vivo – accompagnata dalle sue arpe – alcune canzoni ispirate alle opere di W.B. Yeats (info: www.clairerochemusic.com).

Con John Houghton, presidente di Forest Friends Ireland (forestfriends.ie) abbiamo parlato  della situazione delle foreste in Irlanda.

Valentina ci ha fatto scoprire perché l’Easter Rising del 1916, di cui quest’anno ricorre il centenario, è stato un evento cosi importante per l’Irlanda e come la città sta commemorando quest’avvenimento.

Playlist:

  • The Pogues – Sally Mclennane
  • Claire Roche – Song Of The Wandering Aengus by W.B. Yeats
  • Iosonouncane – Stormi
  • Margo O’Donnell – James Connolly

 

 

Novantaseiesima Puntata

Jack Byrne

magliette-gaggieIn questa puntata intervistiamo Jack Byrne. il fondatore 20 anni fa – di Near FM. Jack è il fondatore e primo presidente di Near Media Co-operative e fondatore ed ex presidente di Amarc Europa – Associazione Mondiale di Community Radio. Jack è anche il fondatore e segretario della Craol – il Network delle Community Radio irlandesi. Jack è autore di diversi libri sull’attivismo attraverso i Media e sullo sviluppo culturale.

Nella seconda parte della puntata si parla dei 10 comandamenti della logica. Nella rubrica “Un, Due, Tre Cover…” si va  pò indietro nel tempo, negli anni 60, con un pezzo che fa veramente parte della cultura italiana di uno dei più grandi artisti italiani. Si parlerà della canzone “Pregherò” di Adriano Celentano, cover della canzone Stand by Me di Ben E. King. Nella rubrica “Radio Dublino Retrò” si parla della Sindrome di Paolo e Francesca: il tradimento. Informazioni sugli eventi della settimana hanno concluso la puntata.

Questa la playlist della puntata:

  • Bobo Rondelli – Cielo e Terra
  • Aretha Franklin – The House that Jack Built
  • Rocky Roberts – Sono Tremendo
  • Ben E. King – Stand by Me
  • Adriano Celentano – Pregherò
  • Riccardo Cocciante – Bella senz’anima

Podcast:

Climate Change Ideas Workshop

Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite

Dal 30 Novembre al 11 Dicembre 2015 si terrà a Parigi la Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite. L’obiettivo della conferenza è di raggiungere – da tutte le nazioni del mondo – un accordo giuridicamente vincolante e universale sul clima.

I risultati delle precedent conferenze non sono stati entusiastanti. Cosa possono fare i cittadini per garantire che i nostri governi prendano sul serio le proprie responsabilità? Che cosa si può fare per essere responsabilmente attivi in questo momento critico?

Near FM organizza un workshop per dare ai cittadini l’opportunità di incontrarsi, discutere e concordare una serie di azioni.

Questo è un invito aperto a tutti gli ambientalisti e ai cittadini interessati a contribuire con idee alla salvaguardia del nostro pianeta. Il workshop si sviluppera’ attraverso presentazioni, video, dibattiti e una pianificazione finale.

Il workshop si svolgera’ presso la sede di Radio Dublino (Northside Civic Centre, Bunratty Road, Dublin 17) Sabato 24 ottobre dalle ore 10am alle 12pm.

Chi volesse partecipare o avere maggiori informazioni ci puo contattare a info@radiodublino.com

Settantesima Puntata

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Nella puntata 70 di Mercoledì 22 Aprile abbiamo avuto il piacere di incontrare Rita Macari, Teresa Borza Di Nardi e Giovanni Borza del Club Italiano Irlanda con cui abbiamo parlato delle passate generazioni di migranti Italiani in Irlanda. Il documentario “Chippers” di Nino Tropiano citato nell’intervista è disponibile qui.

Il tema di Radio Dublino Retrò di questo mese è “la Gelosia”. Abbiamo parlato anche della strage di migranti nel Mediterraneo, di Gianni Morandi e i razzisti italiani, trasmesso  Erri De Luca che ha letto la sua preghiera laica e promosso l’evento a Dublino “Liberi anche di cantare e ballare!” in occasione della Festa della Liberazione.

Questa la playlist della puntata:

  • I Camillas – Mi dai fastidio
  • Claudio Baglioni – Avrai
  • Gianni Morandi – Banane e Lamponi
  • Modena City Ramblers – Il Sentiero
  • Paolo Fresu – Bella Ciao

Podcast:

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